Video riprese subacquee

L’articolo di oggi, vuole concentrare alcuni utili consigli per ottenere delle video riprese subacquee di elevata qualità.

Il punto da privilegiare sicuramente riguarda la stabilità delle nostre riprese. E’ di fondamentale importanza realizzare delle clip che non presentino eccessivi “traballamenti”. I movimenti involontari della camera, dovuto ad esempio ad un assetto poco corretto o a un bilanciamento errato, portano a realizzare immagini che non permettono all’osservatore di concentrare l’attenzione sul soggetto del nostro girato. Per limitare questo fenomeno potrebbe essere utile tenere la camera il più vicino possibile al nostro corpo in maniera tale da limitare le oscillazioni e creare un movimento solidale tra macchina e operatore, in seconda battuta è possibile utilizzare un supporto treppiede. Bisogna comunque assicurarsi di mantenere la fotocamera il più stabile possibile per un tempo sufficientemente lungo da permettere di realizzare una clip utile in fase di montaggio. L’utilizzo di un treppiede, è consigliato maggiormente nelle riprese di tipo macro. In questo caso anche piccolissime variazioni di stabilità potrebbero compromettere la realizzazione del filmato. Basta anche solo un respiro dell’operare per variare la posizione della camera in acqua. Il treppiede risulta utile anche nel caso di riprese ambiente, potremo appoggiare con maggiore stabilità la camera su una parete o sul fondo potendo realizzare delle riprese accattivanti lasciando ad esempio la macchia ad inquadrare un soggetto permettendo all’operatore di allontanarsi dalla scena. Gli animali marini senza l’ingombrante presenza di un subacqueo assumono comportamenti davvero interessanti. Il consiglio sarà quello di avere un assetto il più stabile possibile mantenendo lo scafandro e il sistema illuminante leggermente negativi per un maggiore controllo e stabilità.

Oltre le inquadrature da fermo, un buon video si compone con inquadrature in movimento. L’ambiente in cui ci muoviamo, ci permette di riprendere quasi in assenza di gravità garantendoci un completo e libero movimento. Il punto fondamentale da curare in modo particolare che necessita di esercizio è quello di non trasmettere nessun tipo di movimento involontario alla videocamera durante il nuoto subacqueo. A questo proposito il movimento della pinneggiata dovrà essere morbido e ampio. Trovo di estrema utilità provare la ripresa un paio di volte prima di effettuare la registrazione, ma è facile rendersi conto che ciò non è sempre possibile, l’esercizio in questi casi aiuta a migliorare la tecnica di movimento in acqua. Quando si effettuano riprese in movimento bisogna ricordarsi di seguire l’azione del nostro soggetto in particolare lasciando dello spazio libero nella direzione in cui si sviluppa. Un modo interessante per poter concludere una clip in cui si sta seguendo l’azione è quella di fermare la camera, in maniera tale da permettere al soggetto di concludere il suo percorso uscendo dall’inquadratura.

E’ importante poter variare linguaggio durante una narrazione audiovisiva, per questo motivo è necessario lo studio di diversi movimenti di camera e di inquadratura. La scelta migliore è da relazionare al tipo di scena che si vuole riprendere e quale messaggio si vuole trasmettere. I più semplici movimenti macchina che si possono realizzare sono la panoramica orizzontale e verticale. Nel primo caso si opera con una rotazione della camera su un piano orizzontale ottenendo così un movimento simile a quello che percepiscono i nostri occhi con una rotazione della testa da destra a sinistra o viceversa. Nella pratica si usa maggiormente la panoramica orizzontale da sinistra verso destra fatto strettamente legato al nostro modo di leggere. In alternativa è possibile utilizzare la panoramica verticale in cui il movimento della camera viene eseguito dall’alto verso il basso e viceversa.

Altro utile consiglio è quello di acquisire familiarità con la funzione di bilanciamento del bianco della nostra attrezzatura, nelle riprese macro dove la luce artificiale prevale sulla scena si può impostare una configurazione automatica o se si vuole essere più precisi, impostare la temperatura in gradi Kelvin dei nostri illuminatori. Discorso differente va fatto quando si riprende in condizioni di luce ambiente. In questo cosa sarà fondamentale gestire manualmente il bilanciamento del bianco, compensando eventualmente le dominanti di colore presenti in acqua. Per aiutarci in questa operazione può essere utile avvalersi di un cartoncino bianco plastificato, nella maggior parte dei casi vengono così risolti diversi problemi di colore. Anche la sabbia bianca può essere un buon indicatore per eseguire un bilanciamento corretto e ridurre al minimo l’elaborazione in color correction.

Discorso molto delicato è quello relativo al posizionamento delle luci. La gestione corretta dell’illuminazione permette di limitare la presenza eccessiva di backscatter. Orientare i fari con un angolo variabile fa sì che la sospensione non venga illuminata frontalmente e quindi ressa visibile eccentuata nelle riprese. Quando ad esempio si riprende in macro, si può pensare di posizionare un illuminatore molto vicino alla lente, evitando naturalmente dei riflessi nell’oblò, e il secondo lateralmente con un angolo di 45° per ammorbidire le eventuali ombre dure.

Ultimo consiglio di questa piccola serie è quella di controllare con dispositivi adeguati il filmato.  Nei piccoli monitor delle nostre videocamere o fotocamere molto spesso non ci si rende conto delle imperfezioni presenti nelle riprese. Bastano delle impurità nell’oblò per compromettere ad esempio la messa a fuoco nelle nostre clip o avere dei fastidiosi elementi di disturbo. Per questo motivo se si pensa di effettuare lunghe sessioni di ripresa durante una vacanza ad esempio è sempre opportuno controllare di tanto in tanto le riprese effettuate in un grande monitor così da non compromettere tutte le clip e porre gli opportuni rimedi. 

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